Una vacanza a Salina, tra trekking nel verde e borghi affacciati sul blu


Alla scoperta di un’isola che incanta per le meraviglie naturali quanto per i suoi deliziosi paesi


Si fa presto a dire vacanza sull’isola, ma quando poi si tratta di sceglierne una le cose non sono più così semplici. Chi fa rotta verso l’arcipelago delle Eolie sa di poter contare su luoghi di indiscutibile fascino, ma con caratteristiche distintive che portano ad amarne una più dell’altra. Chi sceglie di trascorrere del tempo a Salina è probabile che ricerchi un’esperienza meno selvaggia rispetto a quella offerta da isole più piccole e meno abitate.

Tra i monti dell’isola verde

Al secondo posto rispetto a Lipari in termini di popolazione oltre che di estensione, con i suoi circa 2.300 abitanti Salina rappresenta un buon compromesso tra natura e cultura, territorio selvaggio e ambiente umano. Chiamata anche isola verde per la sua ricca vegetazione, benedetta dalla presenza di una sorgente di acqua dolce collegata al suolo vulcanico, questa isola offre agli amanti dei boschi e delle escursioni la marcia in più di una interessante rete di sentieri. Compresi alcuni che conducono ad altezze considerevoli.

È questo il caso del percorso che conduce in vetta al monte Fossa delle Felci, che con i suoi quasi mille metri risulta il più alto dell’intero arcipelago. Si tratta di uno dei sei vulcani estinti dell’isola e insieme al monte dei Porri compone quelle montagne gemelle a cui faceva riferimento l’antico nome greco di Salina, Didyme. Oggi è dalla valle che separa questi due monti, antico luogo di insediamento romano, che si parte per affrontare uno dei sentieri che portano in vetta al più alto. Iniziando il cammino dalla frazione di Valdichiesa, in prossimità del Santuario della Madonna, in poco più di due ore si raggiungerà la cima e da qui ci si potrà concedere la vista impagabile sul mare e sulle vicine isole di Lipari e Vulcano.

Altra possibilità per gli amanti di un trekking più rilassato è quella di partire da Lingua e da qui prendere il sentiero del Brigantino, seguendo la mulattiera che tra olivi, piante di cappero ed erbe aromatiche conduce senza troppi sforzi alla stessa vetta e allo stesso magnifico paesaggio. Da qualunque punto si desideri partire, farà piacere sapere che è possibile giungervi in completo relax, affidandosi al servizio di mezzi pubblici che sull’isola collega le località più di interesse.

Paesi e villaggi da esplorare

A proposito degli altri luoghi da conoscere, detto del verde è giusto considerare anche il bianco, l’azzurro e i diversi altri colori che caratterizzano le case dell’isola, dando forma e carattere ai diversi centri abitati. Che qui assumono la forma di piccole cittadine come nel caso delle sue principali località, Santa Marina, Malfa e Leni, o di pittoreschi villaggi come Lingua o Rinella.

Porto principale e centro dell’isola, Santa Marina è di solito il primo luogo che si esplora sbarcando a Salina. Splendido biglietto da visita per l’intero territorio, il paese conferma l’immaginario del turismo isolano con le sue case arroccate alle pendici dell’antico vulcano affacciate sulle acque turchesi e abbracciate dalla vegetazione mediterranea. Ormeggiati al ben attrezzato porto turistico, il Porto delle Eolie, o gettata l’ancora più al largo, si potrà poi partire alla scoperta delle viuzze del paese sulle quali si affacciano casette dipinte e antiche botteghe, chiese – prima tra tutte quella dedicata a Santa Marina – e negozietti. Chi non rinuncia a un tuffo o a un bagno di sole potrà fermarsi presso una delle sue belle spiagge, mentre chi è più interessato alla cultura locale potrà fare un salto al Museo del Vino, dove si celebra una delle principali produzioni dell’isola, il Malvasia, vino i cui vitigni tappezzano gran parte del territorio qui coltivato.

Le antiche saline di Lingua

Non c’è un porto ma si può comunque ancorare al largo del paesino di Lingua, frazione di Santa Marina. Sulla punta meridionale dell’isola, ad appena un paio di chilometri dal centro principale, questo piccolo borgo di pescatori è particolarmente amato per la sua spiaggia di ciottoli lambita dall’immancabile mare cristallino. Tra le sue caratteristiche distintive, il faro e il laghetto di acqua salmastra separato dal mare da una sottile striscia di terra. È qui che un tempo si trovavano le saline che hanno dato il nome all’isola ed è qui che si possono ancora vedere alcune vasche risalenti al III secolo a.C.. Oggi a Lingua non si estrae più il sale ma si viene a passeggiare sul lungomare o tra le case del borgo, a fare bird watching nella riserva naturale, a mangiare le prelibatezze locali seduti a una trattoria o a bersi un bicchiere al tramonto.

Dalla spiaggia di Rinella alle colline di Leni

Il secondo porto dell’isola si trova a Rinella e consente a sua volta di immergersi subito nel fascinoso paesaggio umano e naturale di Salina. Per sbarcare qui si può ormeggiare al campo boe mentre per una breve sosta è possibile ancorare più al largo. In ogni caso, sarebbe un peccato non concedersi anche la visita del piccolo borgo di pescatori, così come mancare la tappa alla spiaggia ai suoi piedi, l’unica di sabbia in tutta l’isola e caratterizzata da una sorprendente colorazione scura, sormontata da grotte scavate nella roccia che servivano da ricovero per le barche.

Da Rinella è possibile addentrarsi nell’isola alla scoperta di un altro gioiello di Salina: il paese di Leni. A sua volta vicino a quelli di Malfa e di Santa Marina, il suo comune occupa circa un terzo dell’intera superficie dell’isola e si affaccia sul mare solo con la frazione di Rinella, mentre il centro sorge su una zona collinare. Il nome gli deriverebbe dal greco lenós (torchio) e sarebbe legato alla produzione di vino e olive, da sempre attività praticata nella zona. L’altra sua frazione, sempre collinare, è quella Valdichiesa, già incontrata in occasione dell’ascesa al monte Fossa delle Felci.

Le casette e il porticciolo di Malfa

Le ultime due tappe di un ideale periplo dell’isola verde ci portano a Malfa e alla sua frazione di Pollara. Per visitarle dovremo spostarci sulla costa settentrionale di Salina, tra Monte Rive e Monte Porri. È qui che troveremo l’incantevole borgo di Malfa, con le sue casette bianche a punteggiare il pendio che scende verso il mare. Dal nome dovuto probabilmente alla Repubblica marinara di Amalfi, pare fosse abitato anticamente proprio da un gruppo di amalfitani che vi emigrarono nel XII secolo. Scendendo sul mare, troveremo il porticciolo di Scario Galera e una piccola spiaggia di ciottoli e massi lavici, mentre restando in paese avremo modo di visitare la chiesa settecentesca di Sant’Anna, sulla piazza principale del paese, circondata da localini e negozietti e custode di interessanti opere pittoriche scultoree dal XVIII al XX secolo.

Nell’anfiteatro naturale di Pollara

Parte del comune di Malfa, ma con una notorietà che ne fa meta a sé è Pollara. A rendere speciale questa frazione a pochi chilometri a ovest del centro principale sono sia le bellezze paesaggistiche sia la storia del cinema. È infatti tra le meraviglie naturali di questa località che nel 1994 Massimo Troisi interpretò gran parte delle scene del suo ultimo film, Il Postino, con Philippe Noiret nei panni di Pablo Neruda. I motivi che a nostra volta abbiamo per sceglierne la location sono molti. A partire dalla spiaggia, tra le più famose dell’arcipelago delle Eolie. Alle pendici di un anfiteatro naturale formato dalle rovine di un antico e grande cratere, si sviluppa come una stretta lingua di sabbia incastonata tra il mare e una vertiginosa parete rocciosa. Accanto alla spiaggia, raggiungibili come questa solo in barca o scendendo una ripida scalinata in pietra, vedremo le Balate, antichi ricoveri per le barche dei pescatori interamente scavati nella roccia della falesia. A chiudere la baia troveremo a nord il promontorio del Perciato, mentre poco più avanti ecco infine il Filo di Branda, lo strapiombo più alto e imponente dell’isola.

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